Analisis Clasico Elemental - download pdf or read online

By Jerrold E. Marsden, Michael J. Hoffman

ISBN-10: 0201653699

ISBN-13: 9780201653694

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Download e-book for kindle: Recuerdos de Sócrates : económico ; Banquete ; Apología de by Jenofonte, Juan Zaragoza, Carlos García Gual

Los angeles semblanza que Jenofonte traza de su admirado Sócrates tiene una gran importancia, puesto que, en sus diferencias, complementa l. a. imagen que nos ha legado Platón del ágrafo maestro del diálogo filosófico. Componen este volumen varias obras breves de Jenofonte. En tres de ellas, Recuerdos de Sócrates, Banquete y Apología de Sócrates, el autor evoca l. a. honda influencia que sobre él ejerciera el filósofo.

New PDF release: James Joyce: introducción crítica

Traducción y notas: Castro Leal, Antonio

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Titolo originale: Ein Fest für Boris. Prima rappresentazione assoluta: Deutsches Schauspielhaus Hamburg, 29 giugno 1970. Regia di Claus Peymann. Personaggi La Buona, senza gambe Johanna Boris, senza gambe Tredici invalidi del ricovero, senza gambe Due camerieri Due infermieri (Tutti i mutilati in sedia a rotelle) In casa della Buona Primo prologo (Un locale spoglio. Porte e finestre alte) LA BUONA (a destra) JOHANNA (entra da sinistra portando un tavolino che posa vicino all’invalida) LA BUONA Š ŠFa freddo JOHANNA (avvicina ancora il tavolino all’invalida e si mette dietro di lei) LA BUONA Š ŠFa proprio freddo Mi porti la coperta JOHANNA (esita) LA BUONA (con tono imperioso) Mi porti la coperta Sto gelando È un’ora che non mi muovo qui seduta JOHANNA ( fa per uscire) LA BUONA Š ŠAspetti Aspetti Ha già spedito le lettere le lettere la lettera per il ricovero quella per il sindaco e quella per il commissario capo di polizia (intuisce che non le ha ancora spedite) Allora le distrugga le butti via JOHANNA (vuole uscire) LA BUONA Š ŠNo me le porti qui JOHANNA Š ŠTutte quante LA BUONA Š ŠTutte Oggi ho utilizzato buste verdi e domani userò di nuovo quelle bianche e cosí via È da piú di tre anni che lei ride di questa storia Se almeno riuscisse a guarirmi da questa ossessione a forza di risate E mi porti le lettere che le distruggerò Ogni giorno le solite cose quotidiane ripetizioni di cose ripetute Ho scritto altre lettere tutta la notte e tutta la mattina Cose false Inadeguate Menzogne Ho mentito sulle menzogne Chissà cosa mento a fare Queste menzogne oscurano un po’ tutto tutto cosí vero e reale (gridando) Perché allora lei non mi vieta di scrivere lettere Magari li dimenticassi tutti da un momento all’altro quegli indirizzi Tutto dimenticato nessun indirizzo Se improvvisamente nessun nome neppure un nome mi venisse in mente Tutto ciò che ha a che fare con nomi e indirizzi tutto cancellato Mi distruggono Johanna mi distruggono eppure ogni notte scrivo quelle lettere JOHANNA (se ne va) LA BUONA Š ŠTutto falso un’unica menzogna (le grida dietro) E allora perché lei mi lascia ancora scrivere e perché non mi porta via la carta da lettera Me la porti via Se vede che sto cominciando a scrivere lettere sono soltanto pazzie Falsità Menzogne Le ordino di non lasciarmi mai piú scrivere lettere (tra sé ) vorrei addormentarmi ma non ci riesco e continuo a pensare (di nuovo ad alta voce) E invece le ordino di portarmi la carta da lettera e lei me la porterà (tra sé ) devo fare qualcosa se non faccio niente è tremendo JOHANNA (entra con le lettere) LA BUONA Š ŠDia qui (nasconde le lettere nel cassetto) Dopo Dopo Come mai non ci sono i giornali oggi JOHANNA Š ŠSono in sciopero LA BUONA Š ŠE chi sciopera JOHANNA Š ŠI tipografi LA BUONA Š ŠI tipografi JOHANNA Š ŠScioperano tutti LA BUONA Š ŠScioperano tutti Di colpo scioperano tutti Tutto in sciopero Tutto JOHANNA Š ŠScioperano dappertutto LA BUONA Š ŠTutto in sciopero Saremo noi a sentirne gli effetti Se dura molto Mi dica c’è abbastanza verdura in casa e frutta e carne Questo sciopero ha tutta l’aria di durare a lungo Neanche un giornale è veramente tremendo E la rubrica degli annunci E i delitti e che tempo farà Se non avessi i libri non saprei piú come divertirmi E mi porti la coperta JOHANNA (esce) LA BUONA (rimugina) Leggere leggere (parla forte) Anche ieri del resto lei mi ha dato da leggere una commedia in cui compare un uomo che non ha piú le gambe È da un po’ di tempo che lei sceglie dei libri in cui c’è sempre qualche invalido infame ma io la perdono noi ci perdoniamo lei non è male intenzionata è soltanto maliziosa non male intenzionata ed è per questa leggera differenza che riesco ancora a sopportarla E d’ora in avanti mi vieti di scrivere anche una sola lettera Me lo deve promettere JOHANNA (entra con una coperta, copre la Buona) LA BUONA Š ŠNon riesco a addormentarmi e allora leggo questi romanzi e queste commedie (improvvisamente ad alta voce) Apra le finestre sto soffocando JOHANNA (apre le finestre) LA BUONA Š ŠLei deve rifiutarsi di spedirmele rifiutarsi ho detto Se io non spedisco quelle lettere non cambia nulla (a bassa voce) Lei deve impedirmelo deve dirmi di no La verità è che nessuno vuole una lettera da me nessuno nulla perché io sto sempre qui a scaldare la solita sedia Certo certo le idee non mi mancano me ne vengono tante che mi spavento potrebbero anche essere micidiali le mie idee le mie idee Nessuno ha piú tempo per leggere lettere per idee nuove è proprio vero che la gente non ha piú idee nuove perché non ha tempo per avere idee nuove e il tempo gli manca perché di idee nuove non ne ha e a nessuno piace vivere da allucinato Il mio tempo è infinito ma di tempo non ne ho questa è la mia disgrazia Le mie idee mi annoiano Se tutt’a un tratto non avessi piú neanche un’idea La mia immobilità Johanna Quando dico distrugga le mie lettere esca pure e le legga e le butti via soltanto dopo averle lette Le distrugga E se dico che non le do il permesso di leggerle prima di buttarle via lei le legga lo stesso Io ho sempre distrutto buttato via le mie lettere in questi dieci anni da quando è morto mio marito ho sempre distrutto tutte le lettere è vero non ho spedito neanche una lettera Ammetta che è vero Distrutte bruciate Non c’è nessun motivo per agitarmi Johanna E allora perché mi agito come farebbero a rispondere a delle lettere mai spedite No no Johanna Prima le domande poi le risposte sempre cosí Johanna lei crede di sapere tutto sul mio conto perché da tre anni è in questa casa perché lei è qui da tre anni e prima non esisteva Lei crede di saper tutto JOHANNA (esce) LA BUONA Š ŠLei è informata di tutto sa tutto sa cosa c’è nei miei cassetti (a voce alta rivolta a Johanna) Questo lo sa senz’altro Ha ragione lei È in questa casa da tre anni JOHANNA (entra con un’enorme scatola bianca) LA BUONA Š ŠE questa che cos’è JOHANNA Š ŠI guanti i cappelli LA BUONA Š ŠI guanti i cappelli JOHANNA (mette la scatola sul tavolo) LA BUONA Š ŠI guanti i cappelli (da questo momento fino alla fine dell’atto prova ininterrottamente una serie di guanti lunghi almeno fino al gomito, rossi verdi gialli ma soprattutto bianchi e neri, assieme a grandi cappelli primaverili degli stessi colori, mentre Johanna la aiuta) Ha detto al negoziante di guanti che ne sceglierò soltanto un paio e che non voglio decidere subito Un paio di guanti e un cappello Lei sa senz’altro tutto quello che possiedo Lei sa quello che possiedo e che io siedo qui sulla mia sedia tutto Lei sa tutto Se lei sapesse quante cose esistono che lei non conosce (ride) Il mio cattivo gusto che è poi una conseguenza del mio buon gusto Proprio perché lei è una persona intelligente ed essendo intelligente le piace star zitta Ma non è che abuso tutto è abuso E in maniera intelligente si potrebbe dire Il suo essere taciturna Un’intelligenza di poche parole La sua intelligenza sa come pronunciare in maniera veramente perfetta una frase geniale e lunga sí lunga e geniale con dentro qualcosa in francese e pronunciarla in maniera veramente perfetta anche se lei quella frase non la capisce anche se quella frase non l’ha mai sentita pronunciare prima né letta né sentita I nomi stranieri lei li pronuncia in maniera profondamente intelligente per esempio gli avverbi in francese Lei è una persona che legge magnificamente e pronuncia le frasi piú difficili in maniera veramente perfetta Per me è la cosa piú importante da dieci anni avere una persona che legge magnificamente Quella prima di lei No Una persona che pronuncia le frasi piú difficili in maniera veramente perfetta I nomi in francese lei li pronuncia proprio magnificamente Per esempio la parola oublié Come la pronuncia senza correr troppo Non vede che questi guanti sono troppo piccoli sono tutti troppo piccoli per me (ne getta un paio sul pavimento) JOHANNA (li raccoglie) LA BUONA Š ŠGli altri gli altri (le getta un guanto in faccia) Non è colpa mia è terribile dover ascoltare una frase pronunciata in maniera del tutto sbagliata se lei sapesse quanto mi fa soffrire Sono queste le mie sofferenze Johanna Quanti anni ha mi dica quanti anni ha lei Non me lo dice perché glielo chiedo tutti i giorni quanti anni ha Ma io voglio sapere quanti ne ha No glielo concedo Non è obbligata a dirmi quanti anni ha Non oggi non ora Quello bianco quello bianco JOHANNA (le infila un guanto bianco e le mette un cappello bianco sul capo) LA BUONA Š ŠHo sempre notato che quelli che non sanno assolutamente nulla di ciò che devono leggere lo leggono in maniera perfetta Lei una volta conosceva già tutto un capitolo Ricorda Sa di che capitolo sto parlando Se lo ricorda alla perfezione Se lo era letto senza permesso prima di leggerlo a me e infatti è stata una cosa insopportabile ascoltarla Ricorda abbiamo dovuto interrompere la lettura interromperla Abbiamo interrotto la lettura Guardi che mi sta rompendo le dita Ma come ha letto poi l’articolo sulla mia visita agli orfani e alle scuole differenziali del comune con che disinvoltura Lei ha un intuito sorprendente per quella maniera criminale di scrivere che hanno i giornalisti Ricorda e continuo sempre a pensare ma cos’è poi quel qualcosa di cosí importante tra noi due Quando la vedo quando la ascolto Basta che io la ascolti basta che io pensi a lei ed ecco che sento quel qualcosa Basta pensare a lei Perché allora provo sfiducia È già qui da tre anni e io ho sfiducia in lei fin dentro al suo modo di ragionare Mi è successo la prima volta che l’ho vista ho provato veramente sfiducia (si mette un cappello verde, infila un paio di guanti verdi) Che pioggia un giorno di pioggia terribile Ricorda fu un giorno di pioggia Lei mi sembrò proprio ripugnante La verità è che lei mi ha ripugnato fin dal primo momento mi ha contagiato con la sua malattia Ciò che ci unisce in realtà è una malattia tutto il mondo è fatto di malattie simili che non vengono mai diagnosticate (ride) Io le ho detto adesso deve cambiarsi cambiarsi e rimanere qui da me È entrata in mio possesso Si cambi e rimanga le ho detto e lei si è cambiata ed è rimasta La sua voce poi la sua sensibilità per le sottigliezze (si toglie i guanti e il cappello di scatto e getta tutto per terra) per quelle stupide analogie Mi ha ripugnato soprattutto il suo modo di chiudere le tende E il suo modo di aprirle (guarda sul pavimento) E li raccolga Perché non li raccoglie JOHANNA (raccoglie cappello e guanti) LA BUONA (lancia il piú lontano possibile il cappello e i guanti raccolti da Johanna) Me li porti qua JOHANNA (porta cappello e guanti) LA BUONA Š ŠAdesso lei chiude le tende diversamente non a strattoni che non sarebbe poi una gran differenza Già dal primo giorno è incappata in una serie di contraddizioni la cosa mi ha subito incuriosita Lei disse di aver perso i genitori a cinque anni Era una bugia Suo padre era alto Lei lo ha descritto basso Lei è cresciuta in una stanzina stretta Sua madre sapeva cantare Il fatto è che lei non l’ha mai sentita Lei ha avuto un rapporto con un cane Ma il fatto è che non se ne è accorta Quelli verdi Quelli verdi (infila un paio di guanti verdi, si mette un cappello verde) Durante tutto il primo anno lei non ha mai accennato al mio defunto marito come se avesse il sentore che non bisognasse toccare l’argomento del mio defunto marito La sua acuta sensibilità il suo senso assoluto del sublime Johanna lei l’aveva intuito ma un anno dopo di colpo ha voluto informarsi mi ricordo perfino dove è successo là davanti alla finestra che situazione Abbiamo parlato di come si vive al ricovero e del fatto che avessi intenzione di prendere qui in casa uno di quei miserabili invalidi del ricovero di sposare uno di quegli invalidi Poi mi ha chiesto se mio marito avesse detto qualcos’altro No niente Lei ha continuato a chiedermi se mio marito avesse detto qualcos’altro Che mancanza di riguardo la sua e in maniera morbosa Voleva conoscerne i particolari Mio marito morí subito Io non morii Ma mio marito morí subito io ci rimisi le gambe Lei voleva sempre che si parlasse di qualcosa che avesse a che fare con la disgrazia Quando mi chiese subito che cosa Quando mi chiede che camicia da notte e che catenina Quando mi domanda se voglio uscire o andar giú mi chieda chiaro e tondo com’è capitata la disgrazia Ma guarda che pioggia Io sapevo che lei era la persona giusta per me Un invalido ho detto un invalido come me che non ha le gambe e sposarlo Boris Questa storia mi fa venire in mente quel pomeriggio quando mi sono comperata il cane Nel momento in cui ero certa che lei era in mio possesso non ho piú voluto tenere il cane Lei stessa l’ha portato via Ricorda che è stata lei stessa a portarlo via a portarlo fuori a portarlo giú Lei odiava il cane Era contenta che non ci fosse piú il cane JOHANNA (vuol dire qualcosa) LA BUONA Š ŠNon dica nulla Fin dal primo momento ha odiato il cane Ha intravisto il cane e ha visto se stessa e lo ha odiato e ha iniziato a odiare se stessa Ha odiato quella povera bestia Non sarebbe riuscita a resistere col cane vicino Non è stato difficile separarmi dal cane Non riusciva piú a saltarmi in braccio era vecchio Lo tenevo qui vede qui Il cane non mi ha procurato nemmeno la metà dei fastidi Il cane è già al guinzaglio ma lei Con lei ci è voluto un anno ma dato che sapevo che non è facile perché lei è cosí complicata Quelle che l’hanno preceduta no Nessuna cosí complicata quanto lei La difficoltà era ed è che lei non viene dalla campagna Chi l’ha preceduta veniva dalla campagna questo rende molto piú facile Fin dal primo momento mi era ben chiaro che con lei non sarebbe stato facile Lei faceva resistenza Mi odiava Mi odia A quel tempo mi odiava senza sapere perché dovesse odiarmi Lei non immaginava questo posto di lavoro cosí come effettivamente è piú facile Immaginava tutto piú facile Immaginare immaginare male Io e questa casa Ma le sue complicazioni non sono meno delle mie Lei è straordinariamente intelligente e sciocca Quando due persone si abituano l’una all’altra e benché non abbiano la minima speranza di trasformare l’abitudine in vero piacere lei porta sempre quelle calze di pessimo gusto e quelle scarpe di pessimo gusto che si era messa Continua a piovere Ci siamo proprio abituate l’una all’altra Appena si inizia a sopportarsi l’abitudine cioè falsità La mia abitudine se è proprio abitudine Coi domestici non ci si può mai capire All’inizio lei faceva resistenza Voleva svignarsela sparire Quei suoi tentativi di svignarsela li ricordo uno a uno Non se ne è andata (getta un guanto in faccia a Johanna) Ha avuto paura sí paura e da questa paura e da questa nostra paura è sorta la situazione tremenda in cui ci troviamo immutabile Lei ha preteso sempre piú soldi io le ho dato sempre piú soldi ma poi dover rovinare tutto con i suoi sentimenti lei mi ha letto uno dopo l’altro tutti i famosi romanzi russi dell’Ottocento Ricorda Oblomov Dolgorukij Che pazza L’ha fregata un invalido ci ha fregati un invalido Boris Certo io ho dovuto pagare a caro prezzo il nostro rapporto Poi le ho teso la trappola L’ho minacciata e lei mi ha minacciata Adesso viviamo di minacce A ogni minaccia da parte mia il nostro rapporto e a ogni minaccia da parte sua me lo dia qui dia qui (si mette un cappello nero) Magnifico I guanti neri JOHANNA (le dà i guanti neri) LA BUONA Š ŠMi fanno pensare al funerale (si toglie di nuovo i guanti neri, li butta via, si toglie il cappello nero e lo butta via) Non neri Neri no JOHANNA (solleva cappello e guanti) LA BUONA Š ŠMi avvelenano il sangue Lei sarebbe rimasta sempre la solita quella che è sempre stata Se penso a come lei sarebbe diventata nella sua situazione Ammetterà che non le sarebbe proprio piaciuta la sua vita Lei non avrebbe amato la sua solita vita Lei è piú intelligente di quanto faccia vedere Lei non mostra che la sua intelligenza superficiale ed è quella che io le riconosco quando mi porta un bicchier d’acqua raccoglie il cappello quando mi lava i moncherini quando mi veste mi spoglia mi pettina Con che intelligenza mi pettina nessuno mi ha mai pettinato con tanta intelligenza Lei possiede quel tipo d’intelligenza che ha sempre stimolato il mio interesse Che bei guanti dia pure (infila di nuovo i guanti neri, si rimette il cappello nero) È proprio vero che lei non sarebbe piú riuscita a liberarsi della sua normalità Lei non ha occhi per la miseria umana per l’umana miseria C’è odio e odio non sono mica identici Ricorda ancora quando la mandavo ogni giorno tutti i giorni a comperarmi un paio di calze e ogni volta in un negozio diverso Lei non sa niente di Lord Byron Ogni giorno la mandavo a prendere un paio di calze benché io non avessi piú le gambe e benché lei lo sapesse bene che io non avevo piú le gambe lei usciva ogni giorno tutti i giorni a comperarmi le calze in un negozio diverso Ricorda quel calzolaio dal quale mi sono fatta misurare un paio di scarpe e lui che me le ha misurate benché sapesse che io non avevo le gambe e quindi neanche i piedi mi ha misurato le scarpe ricorda (si toglie i guanti neri, leva il cappello nero e lascia cadere il tutto) Che uomo che uomo incredibilmente capace quelle belle scarpe che io le ho dato in prestito sempre e poi sempre La sua intelligenza si basa sul fatto che qui da me c’erano tantissime cose da osservare Ci sono persone intelligentissime che non osservano niente e questo li rende infelici mi dia quelli rossi i rossi (infila un paio di guanti rossi, si mette un cappello rosso) Mi fanno male (ride) La massa non osserva assolutamente niente e non è nemmeno infelice la massa è felice In questo istante le ho sempre chiesto che ora è (allargando le braccia) Ogni giorno di questi tre anni le ho sempre chiesto alle tre in punto che ora è e lei mi ha sempre risposto le tre Se lei almeno una volta non mi avesse risposto se lei soltanto un’unica volta non mi avesse risposto È un gioco (si toglie i guanti, getta via il cappello e Johanna raccoglie il tutto) È il buio continuare a pensare e non far niente anche perché lei mi lascia continuamente sola quando parlo Lei resta sempre lí ferma e si muove soltanto quando le ordino di muoversi Io sono convinta che l’immobilità questa malattia inguaribile per natura ogni malattia viene dalla immobilità Lei non si muove mi guarda e pensa Lei vede che sto crepando Lei mi vede morta crepata su questa sedia È sempre cosí lei mi vede morta morta Lei aspetta il momento che io sia crepata Una morta È questo che lei vede (tiene sollevati un paio di guanti gialli ridendo) Sono soltanto pazzie nient’altro Che viaggi magnifici ho fatto chissà dove saranno andati gli altri sempre in viaggio tutti quanti viaggi viaggi viaggi (getta via i guanti, Johanna li raccoglie) E lei non sente il bisogno di viaggiare partire e andar lontano abbiamo viaggiato dappertutto (prova un guanto verde) Ma se lei va in Inghilterra e non capisce la lingua inglese oppure in Russia e non capisce il russo Ho fatto bene a smettere (a bassa voce) farla finita (ammirando il guanto verde) Non è che io sia rimasta sorpresa dalla disgrazia non è stato cosí (si toglie di nuovo il guanto verde) Crepare precipitando in un lucernario crepare come mio marito In realtà è già da qualche settimana che non lo sogno piú sono anni Quando lei si pulisce le scarpe non si metta a pensare a me quando accavalla le gambe So bene che non le dispiace il pensarci ma che razza di pensiero è Lei pensa che io stia salendo oppure che scenderò uscirò andrò via perché avrei le gambe lei pensa Lei ha le gambe Quando cammina avanti e indietro per la casa In questi ultimi tempi cammina sempre avanti e indietro cammina avanti e indietro tutto il pomeriggio quando deve andare dal suo amico non pensi a me una persona in realtà è una persona che odia un’altra persona intensamente A che ora è la festa quand’è che vengono quando JOHANNA Š ŠMartedí LA BUONA Š ŠMartedí Martedí compleanno di Boris E quand’è il ballo JOHANNA Š ŠDomani LA BUONA Š ŠMartedí la festa Domani il ballo Martedí la festa Che vita al ricovero Che uomo In realtà per tutta la vita mi ha veramente interessato soltanto il rapporto fra due esseri umani Che ore sono No non mi dica che ore sono JOHANNA (le infila un paio di guanti rossi e le mette un cappello rosso) LA BUONA Š ŠLe tre e venticinque (ammira i guanti rossi) È un bene che ci sia lei e che mi stia ad ascoltare Noi siamo proprio complici (allarga le braccia il piú possibile) Dica al bibliotecario che non voglio piú gli atlanti voglio di nuovo leggere gli dica (allarga le braccia ancora di piú ) Adesso mi interessano i romanzi del Novecento si ricordi dica al bibliotecario che adesso mi interessano i romanzi del Novecento Quegli atlanti mi deturpano ogni notte Sono lí che arrivo con valigie enormi e senza che nessuno mi aiuti senza che lei mi aiuti Johanna arrivo in Portogallo oppure in Svizzera o in Turchia non ha importanza dove oppure mi vedo passeggiare tutto il tempo sul marciapiede e siamo lí il postino e io e facciamo a chi corre piú forte.

Titolo originale: Ein Fest für Boris. Prima rappresentazione assoluta: Deutsches Schauspielhaus Hamburg, 29 giugno 1970. Regia di Claus Peymann. Personaggi La Buona, senza gambe Johanna Boris, senza gambe Tredici invalidi del ricovero, senza gambe Due camerieri Due infermieri (Tutti i mutilati in sedia a rotelle) In casa della Buona Primo prologo (Un locale spoglio. Porte e finestre alte) LA BUONA (a destra) JOHANNA (entra da sinistra portando un tavolino che posa vicino all’invalida) LA BUONA Š ŠFa freddo JOHANNA (avvicina ancora il tavolino all’invalida e si mette dietro di lei) LA BUONA Š ŠFa proprio freddo Mi porti la coperta JOHANNA (esita) LA BUONA (con tono imperioso) Mi porti la coperta Sto gelando È un’ora che non mi muovo qui seduta JOHANNA ( fa per uscire) LA BUONA Š ŠAspetti Aspetti Ha già spedito le lettere le lettere la lettera per il ricovero quella per il sindaco e quella per il commissario capo di polizia (intuisce che non le ha ancora spedite) Allora le distrugga le butti via JOHANNA (vuole uscire) LA BUONA Š ŠNo me le porti qui JOHANNA Š ŠTutte quante LA BUONA Š ŠTutte Oggi ho utilizzato buste verdi e domani userò di nuovo quelle bianche e cosí via È da piú di tre anni che lei ride di questa storia Se almeno riuscisse a guarirmi da questa ossessione a forza di risate E mi porti le lettere che le distruggerò Ogni giorno le solite cose quotidiane ripetizioni di cose ripetute Ho scritto altre lettere tutta la notte e tutta la mattina Cose false Inadeguate Menzogne Ho mentito sulle menzogne Chissà cosa mento a fare Queste menzogne oscurano un po’ tutto tutto cosí vero e reale (gridando) Perché allora lei non mi vieta di scrivere lettere Magari li dimenticassi tutti da un momento all’altro quegli indirizzi Tutto dimenticato nessun indirizzo Se improvvisamente nessun nome neppure un nome mi venisse in mente Tutto ciò che ha a che fare con nomi e indirizzi tutto cancellato Mi distruggono Johanna mi distruggono eppure ogni notte scrivo quelle lettere JOHANNA (se ne va) LA BUONA Š ŠTutto falso un’unica menzogna (le grida dietro) E allora perché lei mi lascia ancora scrivere e perché non mi porta via la carta da lettera Me la porti via Se vede che sto cominciando a scrivere lettere sono soltanto pazzie Falsità Menzogne Le ordino di non lasciarmi mai piú scrivere lettere (tra sé ) vorrei addormentarmi ma non ci riesco e continuo a pensare (di nuovo ad alta voce) E invece le ordino di portarmi la carta da lettera e lei me la porterà (tra sé ) devo fare qualcosa se non faccio niente è tremendo JOHANNA (entra con le lettere) LA BUONA Š ŠDia qui (nasconde le lettere nel cassetto) Dopo Dopo Come mai non ci sono i giornali oggi JOHANNA Š ŠSono in sciopero LA BUONA Š ŠE chi sciopera JOHANNA Š ŠI tipografi LA BUONA Š ŠI tipografi JOHANNA Š ŠScioperano tutti LA BUONA Š ŠScioperano tutti Di colpo scioperano tutti Tutto in sciopero Tutto JOHANNA Š ŠScioperano dappertutto LA BUONA Š ŠTutto in sciopero Saremo noi a sentirne gli effetti Se dura molto Mi dica c’è abbastanza verdura in casa e frutta e carne Questo sciopero ha tutta l’aria di durare a lungo Neanche un giornale è veramente tremendo E la rubrica degli annunci E i delitti e che tempo farà Se non avessi i libri non saprei piú come divertirmi E mi porti la coperta JOHANNA (esce) LA BUONA (rimugina) Leggere leggere (parla forte) Anche ieri del resto lei mi ha dato da leggere una commedia in cui compare un uomo che non ha piú le gambe È da un po’ di tempo che lei sceglie dei libri in cui c’è sempre qualche invalido infame ma io la perdono noi ci perdoniamo lei non è male intenzionata è soltanto maliziosa non male intenzionata ed è per questa leggera differenza che riesco ancora a sopportarla E d’ora in avanti mi vieti di scrivere anche una sola lettera Me lo deve promettere JOHANNA (entra con una coperta, copre la Buona) LA BUONA Š ŠNon riesco a addormentarmi e allora leggo questi romanzi e queste commedie (improvvisamente ad alta voce) Apra le finestre sto soffocando JOHANNA (apre le finestre) LA BUONA Š ŠLei deve rifiutarsi di spedirmele rifiutarsi ho detto Se io non spedisco quelle lettere non cambia nulla (a bassa voce) Lei deve impedirmelo deve dirmi di no La verità è che nessuno vuole una lettera da me nessuno nulla perché io sto sempre qui a scaldare la solita sedia Certo certo le idee non mi mancano me ne vengono tante che mi 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paio di guanti e un cappello Lei sa senz’altro tutto quello che possiedo Lei sa quello che possiedo e che io siedo qui sulla mia sedia tutto Lei sa tutto Se lei sapesse quante cose esistono che lei non conosce (ride) Il mio cattivo gusto che è poi una conseguenza del mio buon gusto Proprio perché lei è una persona intelligente ed essendo intelligente le piace star zitta Ma non è che abuso tutto è abuso E in maniera intelligente si potrebbe dire Il suo essere taciturna Un’intelligenza di poche parole La sua intelligenza sa come pronunciare in maniera veramente perfetta una frase geniale e lunga sí lunga e geniale con dentro qualcosa in francese e pronunciarla in maniera veramente perfetta anche se lei quella frase non la capisce anche se quella frase non l’ha mai sentita pronunciare prima né letta né sentita I nomi stranieri lei li pronuncia in maniera profondamente intelligente per esempio gli avverbi in francese Lei è una persona che legge magnificamente e pronuncia le frasi piú difficili in maniera veramente perfetta Per me è la cosa piú importante da dieci anni avere una persona che legge magnificamente Quella prima di lei No Una persona che pronuncia le frasi piú difficili in maniera veramente perfetta I nomi in francese lei li pronuncia proprio magnificamente Per esempio la parola oublié Come la pronuncia senza correr troppo Non vede che questi guanti sono troppo piccoli sono tutti troppo piccoli per me (ne getta un paio sul pavimento) JOHANNA (li raccoglie) LA BUONA Š ŠGli altri gli altri (le getta un guanto in faccia) Non è colpa mia è terribile dover ascoltare una frase pronunciata in maniera del tutto sbagliata se lei sapesse quanto mi fa soffrire Sono queste le mie sofferenze Johanna Quanti anni ha mi dica quanti anni ha lei Non me lo dice perché glielo chiedo tutti i giorni quanti anni ha Ma io voglio sapere quanti ne ha No glielo concedo Non è obbligata a dirmi quanti anni ha Non oggi non ora Quello bianco quello bianco JOHANNA (le infila un guanto bianco e le mette un cappello bianco sul capo) LA BUONA Š ŠHo sempre notato che quelli che non sanno assolutamente nulla di ciò che devono leggere lo leggono in maniera perfetta Lei una volta conosceva già tutto un capitolo Ricorda Sa di che capitolo sto parlando Se lo ricorda alla perfezione Se lo era letto senza permesso prima di leggerlo a me e infatti è stata una cosa insopportabile ascoltarla Ricorda abbiamo dovuto interrompere la lettura interromperla Abbiamo interrotto la lettura Guardi che mi sta rompendo le dita Ma come ha letto poi l’articolo sulla mia visita agli orfani e alle scuole differenziali del comune con che disinvoltura Lei ha un intuito sorprendente per quella maniera criminale di scrivere che hanno i giornalisti Ricorda e continuo sempre a pensare ma cos’è poi quel qualcosa di cosí importante tra noi due Quando la vedo quando la ascolto Basta che io la ascolti basta che io pensi a lei ed ecco che sento quel qualcosa Basta pensare a lei Perché allora provo sfiducia È già qui da tre anni e io ho sfiducia in lei fin dentro al suo modo di ragionare Mi è successo la prima volta che l’ho vista ho provato veramente sfiducia (si mette un cappello verde, infila un paio di guanti verdi) Che pioggia un giorno di pioggia terribile Ricorda fu un giorno di pioggia Lei mi sembrò proprio ripugnante La verità è che lei mi ha ripugnato fin dal primo momento mi ha contagiato con la sua malattia Ciò che ci unisce in realtà è una malattia tutto il mondo è fatto di malattie simili che non vengono mai diagnosticate (ride) Io le ho detto adesso deve cambiarsi cambiarsi e rimanere qui da me È entrata in mio possesso Si cambi e rimanga le ho detto e lei si è cambiata ed è rimasta La sua voce poi la sua sensibilità per le sottigliezze (si toglie i guanti e il cappello di scatto e getta tutto per terra) per quelle stupide analogie Mi ha ripugnato soprattutto il suo modo di chiudere le tende E il suo modo di aprirle (guarda sul pavimento) E li raccolga Perché non li raccoglie JOHANNA (raccoglie cappello e guanti) LA BUONA (lancia il piú lontano possibile il cappello e i guanti raccolti da Johanna) Me li porti qua JOHANNA (porta cappello e guanti) LA BUONA Š ŠAdesso lei chiude le tende diversamente non a strattoni che non sarebbe poi una gran differenza Già dal primo giorno è incappata in una serie di contraddizioni la cosa mi ha subito incuriosita Lei disse di aver perso i genitori a cinque anni Era una bugia Suo padre era alto Lei lo ha descritto basso Lei è cresciuta in una stanzina stretta Sua madre sapeva cantare Il fatto è che lei non l’ha mai sentita Lei ha avuto un rapporto con un cane Ma il fatto è che non se ne è accorta Quelli verdi Quelli verdi (infila un paio di guanti verdi, si mette un cappello verde) Durante tutto il primo anno lei non ha mai accennato al mio defunto marito come se avesse il sentore che non bisognasse toccare l’argomento del mio defunto marito La sua acuta sensibilità il suo senso assoluto del sublime Johanna lei l’aveva intuito ma un anno dopo di colpo ha voluto informarsi mi ricordo perfino dove è successo là davanti alla finestra che situazione Abbiamo parlato di come si vive al ricovero e del fatto che avessi intenzione di prendere qui in casa uno di quei miserabili invalidi del ricovero di sposare uno di quegli invalidi Poi mi ha chiesto se mio marito avesse detto qualcos’altro No niente Lei ha continuato a chiedermi se mio marito avesse detto qualcos’altro Che mancanza di riguardo la sua e in maniera morbosa Voleva conoscerne i particolari Mio marito morí subito Io non morii Ma mio marito morí subito io ci rimisi le gambe Lei voleva sempre che si parlasse di qualcosa che avesse a che fare con la disgrazia Quando mi chiese subito che cosa Quando mi chiede che camicia da notte e che catenina Quando mi domanda se voglio uscire o andar giú mi chieda chiaro e tondo com’è capitata la disgrazia Ma guarda che pioggia Io sapevo che lei era la persona giusta per me Un invalido ho detto un invalido come me che non ha le gambe e sposarlo Boris Questa storia mi fa venire in mente quel pomeriggio quando mi sono comperata il cane Nel momento in cui ero certa che lei era in mio possesso non ho piú voluto tenere il cane Lei stessa l’ha portato via Ricorda che è stata lei stessa a portarlo via a portarlo fuori a portarlo giú Lei odiava il cane Era contenta che non ci fosse piú il cane JOHANNA (vuol dire qualcosa) LA BUONA Š ŠNon dica nulla Fin dal primo momento ha odiato il cane Ha intravisto il cane e ha visto se stessa e lo ha odiato e ha iniziato a odiare se stessa Ha odiato quella povera bestia Non sarebbe riuscita a resistere col cane vicino Non è stato difficile separarmi dal cane Non riusciva piú a saltarmi in braccio era vecchio Lo tenevo qui vede qui Il cane non mi ha procurato nemmeno la metà dei fastidi Il cane è già al guinzaglio ma lei Con lei ci è voluto un anno ma dato che sapevo che non è facile perché lei è cosí complicata Quelle che l’hanno preceduta no Nessuna cosí complicata quanto lei La difficoltà era ed è che lei non viene dalla campagna Chi l’ha preceduta veniva dalla campagna questo rende molto piú facile Fin dal primo momento mi era ben chiaro che con lei non sarebbe stato facile Lei faceva resistenza Mi odiava Mi odia A quel tempo mi odiava senza sapere perché dovesse odiarmi Lei non immaginava questo posto di lavoro cosí come effettivamente è piú facile Immaginava tutto piú facile Immaginare immaginare male Io e questa casa Ma le sue complicazioni non sono meno delle mie Lei è straordinariamente intelligente e sciocca Quando due persone si abituano l’una all’altra e benché non abbiano la minima speranza di trasformare l’abitudine in vero piacere lei porta sempre quelle calze di pessimo gusto e quelle scarpe di pessimo gusto che si era messa Continua a piovere Ci siamo proprio abituate l’una all’altra Appena si inizia a sopportarsi l’abitudine cioè falsità La mia abitudine se è proprio abitudine Coi domestici non ci si può mai capire All’inizio lei faceva resistenza Voleva svignarsela sparire Quei suoi tentativi di svignarsela li ricordo uno a uno Non se ne è andata (getta un guanto in faccia a Johanna) Ha avuto paura sí paura e da questa paura e da questa nostra paura è sorta la situazione tremenda in cui ci troviamo immutabile Lei ha preteso sempre piú soldi io le ho dato sempre piú soldi ma poi dover rovinare tutto con i suoi sentimenti lei mi ha letto uno dopo l’altro tutti i famosi romanzi russi dell’Ottocento Ricorda Oblomov Dolgorukij Che pazza L’ha fregata un invalido ci ha fregati un invalido Boris Certo io ho dovuto pagare a caro prezzo il nostro rapporto Poi le ho teso la trappola L’ho minacciata e lei mi ha minacciata Adesso viviamo di minacce A ogni minaccia da parte mia il nostro rapporto e a ogni minaccia da parte sua me lo dia qui dia qui (si mette un cappello nero) Magnifico I guanti neri JOHANNA (le dà i guanti neri) LA BUONA Š ŠMi fanno pensare al funerale (si toglie di nuovo i guanti neri, li butta via, si toglie il cappello nero e lo butta via) Non neri Neri no JOHANNA (solleva cappello e guanti) LA BUONA Š ŠMi avvelenano il sangue Lei sarebbe rimasta sempre la solita quella che è sempre stata Se penso a come lei sarebbe diventata nella sua situazione Ammetterà che non le sarebbe proprio piaciuta la sua vita Lei non avrebbe amato la sua solita vita Lei è piú intelligente di quanto faccia vedere Lei non mostra che la sua intelligenza superficiale ed è quella che io le riconosco quando mi porta un bicchier d’acqua raccoglie il cappello quando mi lava i moncherini quando mi veste mi spoglia mi pettina Con che intelligenza mi pettina nessuno mi ha mai pettinato con tanta intelligenza Lei possiede quel tipo d’intelligenza che ha sempre stimolato il mio interesse Che bei guanti dia pure (infila di nuovo i guanti neri, si rimette il cappello nero) È proprio vero che lei non sarebbe piú riuscita a liberarsi della sua normalità Lei non ha occhi per la miseria umana per l’umana miseria C’è odio e odio non sono mica identici Ricorda ancora quando la mandavo ogni giorno tutti i giorni a comperarmi un paio di calze e ogni volta in un negozio diverso Lei non sa niente di Lord Byron Ogni giorno la mandavo a prendere un paio di calze benché io non avessi piú le gambe e benché lei lo sapesse bene che io non avevo piú le gambe lei usciva ogni giorno tutti i giorni a comperarmi le calze in un negozio diverso Ricorda quel calzolaio dal quale mi sono fatta misurare un paio di scarpe e lui che me le ha misurate benché sapesse che io non avevo le gambe e quindi neanche i piedi mi ha misurato le scarpe ricorda (si toglie i guanti neri, leva il cappello nero e lascia cadere il tutto) Che uomo che uomo incredibilmente capace quelle belle scarpe che io le ho dato in prestito sempre e poi sempre La sua intelligenza si basa sul fatto che qui da me c’erano tantissime cose da osservare Ci sono persone intelligentissime che non osservano niente e questo li rende infelici mi dia quelli rossi i rossi (infila un paio di guanti rossi, si mette un cappello rosso) Mi fanno male (ride) La massa non osserva assolutamente niente e non è nemmeno infelice la massa è felice In questo istante le ho sempre chiesto che ora è (allargando le braccia) Ogni giorno di questi tre anni le ho sempre chiesto alle tre in punto che ora è e lei mi ha sempre risposto le tre Se lei almeno una volta non mi avesse risposto se lei soltanto un’unica volta non mi avesse risposto È un gioco (si toglie i guanti, getta via il cappello e Johanna raccoglie il tutto) È il buio continuare a pensare e non far niente anche perché lei mi lascia continuamente sola quando parlo Lei resta sempre lí ferma e si muove soltanto quando le ordino di muoversi Io sono convinta che l’immobilità questa malattia inguaribile per natura ogni malattia viene dalla immobilità Lei non si muove mi guarda e pensa Lei vede che sto crepando Lei mi vede morta crepata su questa sedia È sempre cosí lei mi vede morta morta Lei aspetta il momento che io sia crepata Una morta È questo che lei vede (tiene sollevati un paio di guanti gialli ridendo) Sono soltanto pazzie nient’altro Che viaggi magnifici ho fatto chissà dove saranno andati gli altri sempre in viaggio tutti quanti viaggi viaggi viaggi (getta via i guanti, Johanna li raccoglie) E lei non sente il bisogno di viaggiare partire e andar lontano abbiamo viaggiato dappertutto (prova un guanto verde) Ma se lei va in Inghilterra e non capisce la lingua inglese oppure in Russia e non capisce il russo Ho fatto bene a smettere (a bassa voce) farla finita (ammirando il guanto verde) Non è che io sia rimasta sorpresa dalla disgrazia non è stato cosí (si toglie di nuovo il guanto verde) Crepare precipitando in un lucernario crepare come mio marito In realtà è già da qualche settimana che non lo sogno piú sono anni Quando lei si pulisce le scarpe non si metta a pensare a me quando accavalla le gambe So bene che non le dispiace il pensarci ma che razza di pensiero è Lei pensa che io stia salendo oppure che scenderò uscirò andrò via perché avrei le gambe lei pensa Lei ha le gambe Quando cammina avanti e indietro per la casa In questi ultimi tempi cammina sempre avanti e indietro cammina avanti e indietro tutto il pomeriggio quando deve andare dal suo amico non pensi a me una persona in realtà è una persona che odia un’altra persona intensamente A che ora è la festa quand’è che vengono quando JOHANNA Š ŠMartedí LA BUONA Š ŠMartedí Martedí compleanno di Boris E quand’è il ballo JOHANNA Š ŠDomani LA BUONA Š ŠMartedí la festa Domani il ballo Martedí la festa Che vita al ricovero Che uomo In realtà per tutta la vita mi ha veramente interessato soltanto il rapporto fra due esseri umani Che ore sono No non mi dica che ore sono JOHANNA (le infila un paio di guanti rossi e le mette un cappello rosso) LA BUONA Š ŠLe tre e venticinque (ammira i guanti rossi) È un bene che ci sia lei e che mi stia ad ascoltare Noi siamo proprio complici (allarga le braccia il piú possibile) Dica al bibliotecario che non voglio piú gli atlanti voglio di nuovo leggere gli dica (allarga le braccia ancora di piú ) Adesso mi interessano i romanzi del Novecento si ricordi dica al bibliotecario che adesso mi interessano i romanzi del Novecento Quegli atlanti mi deturpano ogni notte Sono lí che arrivo con valigie enormi e senza che nessuno mi aiuti senza che lei mi aiuti Johanna arrivo in Portogallo oppure in Svizzera o in Turchia non ha importanza dove oppure mi vedo passeggiare tutto il tempo sul marciapiede e siamo lí il postino e io e facciamo a chi corre piú forte.

Titolo originale: Ein Fest für Boris. Prima rappresentazione assoluta: Deutsches Schauspielhaus Hamburg, 29 giugno 1970. Regia di Claus Peymann. Personaggi La Buona, senza gambe Johanna Boris, senza gambe Tredici invalidi del ricovero, senza gambe Due camerieri Due infermieri (Tutti i mutilati in sedia a rotelle) In casa della Buona Primo prologo (Un locale spoglio. Porte e finestre alte) LA BUONA (a destra) JOHANNA (entra da sinistra portando un tavolino che posa vicino all’invalida) LA BUONA Š ŠFa freddo JOHANNA (avvicina ancora il tavolino all’invalida e si mette dietro di lei) LA BUONA Š ŠFa proprio freddo Mi porti la coperta JOHANNA (esita) LA BUONA (con tono imperioso) Mi porti la coperta Sto gelando È un’ora che non mi muovo qui seduta JOHANNA ( fa per uscire) LA BUONA Š ŠAspetti Aspetti Ha già spedito le lettere le lettere la lettera per il ricovero quella per il sindaco e quella per il commissario capo di polizia (intuisce che non le ha ancora spedite) Allora le distrugga le butti via JOHANNA (vuole uscire) LA BUONA Š ŠNo me le porti qui JOHANNA Š ŠTutte quante LA BUONA Š ŠTutte Oggi ho utilizzato buste verdi e domani userò di nuovo quelle bianche e cosí via È da piú di tre anni che lei ride di questa storia Se almeno riuscisse a guarirmi da questa ossessione a forza di risate E mi porti le lettere che le distruggerò Ogni giorno le solite cose quotidiane ripetizioni di cose ripetute Ho scritto altre lettere tutta la notte e tutta la mattina Cose false Inadeguate Menzogne Ho mentito sulle menzogne Chissà cosa mento a fare Queste menzogne oscurano un po’ tutto tutto cosí vero e reale (gridando) Perché allora lei non mi vieta di scrivere lettere Magari li dimenticassi tutti da un momento all’altro quegli indirizzi Tutto dimenticato nessun indirizzo Se improvvisamente nessun nome neppure un nome mi venisse in mente Tutto ciò che ha a che fare con nomi e indirizzi tutto cancellato Mi distruggono Johanna mi distruggono eppure ogni notte scrivo quelle lettere JOHANNA (se ne va) LA BUONA Š ŠTutto falso un’unica menzogna (le grida dietro) E allora perché lei mi lascia ancora scrivere e perché non mi porta via la carta da lettera Me la porti via Se vede che sto cominciando a scrivere lettere sono soltanto pazzie Falsità Menzogne Le ordino di non lasciarmi mai piú scrivere lettere (tra sé ) vorrei addormentarmi ma non ci riesco e continuo a pensare (di nuovo ad alta voce) E invece le ordino di portarmi la carta da lettera e lei me la porterà (tra sé ) devo fare qualcosa se non faccio niente è tremendo JOHANNA (entra con le lettere) LA BUONA Š ŠDia qui (nasconde le lettere nel cassetto) Dopo Dopo Come mai non ci sono i giornali oggi JOHANNA Š ŠSono in sciopero LA BUONA Š ŠE chi sciopera JOHANNA Š ŠI tipografi LA BUONA Š ŠI tipografi JOHANNA Š ŠScioperano tutti LA BUONA Š ŠScioperano tutti Di colpo scioperano tutti Tutto in sciopero Tutto JOHANNA Š ŠScioperano dappertutto LA BUONA Š ŠTutto in sciopero Saremo noi a sentirne gli effetti Se dura molto Mi dica c’è abbastanza verdura in casa e frutta e carne Questo sciopero ha tutta l’aria di durare a lungo Neanche un giornale è veramente tremendo E la rubrica degli annunci E i delitti e che tempo farà Se non avessi i libri non saprei piú come divertirmi E mi porti la coperta JOHANNA (esce) LA BUONA (rimugina) Leggere leggere (parla forte) Anche ieri del resto lei mi ha dato da leggere una commedia in cui compare un uomo che non ha piú le gambe È da un po’ di tempo che lei sceglie dei libri in cui c’è sempre qualche invalido infame ma io la perdono noi ci perdoniamo lei non è male intenzionata è soltanto maliziosa non male intenzionata ed è per questa leggera differenza che riesco ancora a sopportarla E d’ora in avanti mi vieti di scrivere anche una sola lettera Me lo deve promettere JOHANNA (entra con una coperta, copre la Buona) LA BUONA Š ŠNon riesco a addormentarmi e allora leggo questi romanzi e queste commedie (improvvisamente ad alta voce) Apra le finestre sto soffocando JOHANNA (apre le finestre) LA BUONA Š ŠLei deve rifiutarsi di spedirmele rifiutarsi ho detto Se io non spedisco quelle lettere non cambia nulla (a bassa voce) Lei deve impedirmelo deve dirmi di no La verità è che nessuno vuole una lettera da me nessuno nulla perché io sto sempre qui a scaldare la solita sedia Certo certo le idee non mi mancano me ne vengono tante che mi spavento potrebbero anche essere micidiali le mie idee le mie idee Nessuno ha piú tempo per leggere lettere per idee nuove è proprio vero che la gente non ha piú idee nuove perché non ha tempo per avere idee nuove e il tempo gli manca perché di idee nuove non ne ha e a nessuno piace vivere da allucinato Il mio tempo è infinito ma di tempo non ne ho questa è la mia disgrazia Le mie idee mi annoiano Se tutt’a un tratto non avessi piú neanche un’idea La mia immobilità Johanna Quando dico distrugga le mie lettere esca pure e le legga e le butti via soltanto dopo averle lette Le distrugga E se dico che non le do il permesso di leggerle prima di buttarle via lei le legga lo stesso Io ho sempre distrutto buttato via le mie lettere in questi dieci anni da quando è morto mio marito ho sempre distrutto tutte le lettere è vero non ho spedito neanche una lettera Ammetta che è vero Distrutte bruciate Non c’è nessun motivo per agitarmi Johanna E allora perché mi agito come farebbero a rispondere a delle lettere mai spedite No no Johanna Prima le domande poi le risposte sempre cosí Johanna lei crede di sapere tutto sul mio conto perché da tre anni è in questa casa perché lei è qui da tre anni e prima non esisteva Lei crede di saper tutto JOHANNA (esce) LA BUONA Š ŠLei è informata di tutto sa tutto sa cosa c’è nei miei cassetti (a voce alta rivolta a Johanna) Questo lo sa senz’altro Ha ragione lei È in questa casa da tre anni JOHANNA (entra con un’enorme scatola bianca) LA BUONA Š ŠE questa che cos’è JOHANNA Š ŠI guanti i cappelli LA BUONA Š ŠI guanti i cappelli JOHANNA (mette la scatola sul tavolo) LA BUONA Š ŠI guanti i cappelli (da questo momento fino alla fine dell’atto prova ininterrottamente una serie di guanti lunghi almeno fino al gomito, rossi verdi gialli ma soprattutto bianchi e neri, assieme a grandi cappelli primaverili degli stessi colori, mentre Johanna la aiuta) Ha detto al negoziante di guanti che ne sceglierò soltanto un paio e che non voglio decidere subito Un paio di guanti e un cappello Lei sa senz’altro tutto quello che possiedo Lei sa quello che possiedo e che io siedo qui sulla mia sedia tutto Lei sa tutto Se lei sapesse quante cose esistono che lei non conosce (ride) Il mio cattivo gusto che è poi una conseguenza del mio buon gusto Proprio perché lei è una persona intelligente ed essendo intelligente le piace star zitta Ma non è che abuso tutto è abuso E in maniera intelligente si potrebbe dire Il suo essere taciturna Un’intelligenza di poche parole La sua intelligenza sa come pronunciare in maniera veramente perfetta una frase geniale e lunga sí lunga e geniale con dentro qualcosa in francese e pronunciarla in maniera veramente perfetta anche se lei quella frase non la capisce anche se quella frase non l’ha mai sentita pronunciare prima né letta né sentita I nomi stranieri lei li pronuncia in maniera profondamente intelligente per esempio gli avverbi in francese Lei è una persona che legge magnificamente e pronuncia le frasi piú difficili in maniera veramente perfetta Per me è la cosa piú importante da dieci anni avere una persona che legge magnificamente Quella prima di lei No Una persona che pronuncia le frasi piú difficili in maniera veramente perfetta I nomi in francese lei li pronuncia proprio magnificamente Per esempio la parola oublié Come la pronuncia senza correr troppo Non vede che questi guanti sono troppo piccoli sono tutti troppo piccoli per me (ne getta un paio sul pavimento) JOHANNA (li raccoglie) LA BUONA Š ŠGli altri gli altri (le getta un guanto in faccia) Non è colpa mia è terribile dover ascoltare una frase pronunciata in maniera del tutto sbagliata se lei sapesse quanto mi fa soffrire Sono queste le mie sofferenze Johanna Quanti anni ha mi dica quanti anni ha lei Non me lo dice perché glielo chiedo tutti i giorni quanti anni ha Ma io voglio sapere quanti ne ha No glielo concedo Non è obbligata a dirmi quanti anni ha Non oggi non ora Quello bianco quello bianco JOHANNA (le infila un guanto bianco e le mette un cappello bianco sul capo) LA BUONA Š ŠHo sempre notato che quelli che non sanno assolutamente nulla di ciò che devono leggere lo leggono in maniera perfetta Lei una volta conosceva già tutto un capitolo Ricorda Sa di che capitolo sto parlando Se lo ricorda alla perfezione Se lo era letto senza permesso prima di leggerlo a me e infatti è stata una cosa insopportabile ascoltarla Ricorda abbiamo dovuto interrompere la lettura interromperla Abbiamo interrotto la lettura Guardi che mi sta rompendo le dita Ma come ha letto poi l’articolo sulla mia visita agli orfani e alle scuole differenziali del comune con che disinvoltura Lei ha un intuito sorprendente per quella maniera criminale di scrivere che hanno i giornalisti Ricorda e continuo sempre a pensare ma cos’è poi quel qualcosa di cosí importante tra noi due Quando la vedo quando la ascolto Basta che io la ascolti basta che io pensi a lei ed ecco che sento quel qualcosa Basta pensare a lei Perché allora provo sfiducia È già qui da tre anni e io ho sfiducia in lei fin dentro al suo modo di ragionare Mi è successo la prima volta che l’ho vista ho provato veramente sfiducia (si mette un cappello verde, infila un paio di guanti verdi) Che pioggia un giorno di pioggia terribile Ricorda fu un giorno di pioggia Lei mi sembrò proprio ripugnante La verità è che lei mi ha ripugnato fin dal primo momento mi ha contagiato con la sua malattia Ciò che ci unisce in realtà è una malattia tutto il mondo è fatto di malattie simili che non vengono mai diagnosticate (ride) Io le ho detto adesso deve cambiarsi cambiarsi e rimanere qui da me È entrata in mio possesso Si cambi e rimanga le ho detto e lei si è cambiata ed è rimasta La sua voce poi la sua sensibilità per le sottigliezze (si toglie i guanti e il cappello di scatto e getta tutto per terra) per quelle stupide analogie Mi ha ripugnato soprattutto il suo modo di chiudere le tende E il suo modo di aprirle (guarda sul pavimento) E li raccolga Perché non li raccoglie JOHANNA (raccoglie cappello e guanti) LA BUONA (lancia il piú lontano possibile il cappello e i guanti raccolti da Johanna) Me li porti qua JOHANNA (porta cappello e guanti) LA BUONA Š ŠAdesso lei chiude le tende diversamente non a strattoni che non sarebbe poi una gran differenza Già dal primo giorno è incappata in una serie di contraddizioni la cosa mi ha subito incuriosita Lei disse di aver perso i genitori a cinque anni Era una bugia Suo padre era alto Lei lo ha descritto basso Lei è cresciuta in una stanzina stretta Sua madre sapeva cantare Il fatto è che lei non l’ha mai sentita Lei ha avuto un rapporto con un cane Ma il fatto è che non se ne è accorta Quelli verdi Quelli verdi (infila un paio di guanti verdi, si mette un cappello verde) Durante tutto il primo anno lei non ha mai accennato al mio defunto marito come se avesse il sentore che non bisognasse toccare l’argomento del mio defunto marito La sua acuta sensibilità il suo senso assoluto del sublime Johanna lei l’aveva intuito ma un anno dopo di colpo ha voluto informarsi mi ricordo perfino dove è successo là davanti alla finestra che situazione Abbiamo parlato di come si vive al ricovero e del fatto che avessi intenzione di prendere qui in casa uno di quei miserabili invalidi del ricovero di sposare uno di quegli invalidi Poi mi ha chiesto se mio marito avesse detto qualcos’altro No niente Lei ha continuato a chiedermi se mio marito avesse detto qualcos’altro Che mancanza di riguardo la sua e in maniera morbosa Voleva conoscerne i particolari Mio marito morí subito Io non morii Ma mio marito morí subito io ci rimisi le gambe Lei voleva sempre che si parlasse di qualcosa che avesse a che fare con la disgrazia Quando mi chiese subito che cosa Quando mi chiede che camicia da notte e che catenina Quando mi domanda se voglio uscire o andar giú mi chieda chiaro e tondo com’è capitata la disgrazia Ma guarda che pioggia Io sapevo che lei era la persona giusta per me Un invalido ho detto un invalido come me che non ha le gambe e sposarlo Boris Questa storia mi fa venire in mente quel pomeriggio quando mi sono comperata il cane Nel momento in cui ero certa che lei era in mio possesso non ho piú voluto tenere il cane Lei stessa l’ha portato via Ricorda che è stata lei stessa a portarlo via a portarlo fuori a portarlo giú Lei odiava il cane Era contenta che non ci fosse piú il cane JOHANNA (vuol dire qualcosa) LA BUONA Š ŠNon dica nulla Fin dal primo momento ha odiato il cane Ha intravisto il cane e ha visto se stessa e lo ha odiato e ha iniziato a odiare se stessa Ha odiato quella povera bestia Non sarebbe riuscita a resistere col cane vicino Non è stato difficile separarmi dal cane Non riusciva piú a saltarmi in braccio era vecchio Lo tenevo qui vede qui Il cane non mi ha procurato nemmeno la metà dei fastidi Il cane è già al guinzaglio ma lei Con lei ci è voluto un anno ma dato che sapevo che non è facile perché lei è cosí complicata Quelle che l’hanno preceduta no Nessuna cosí complicata quanto lei La difficoltà era ed è che lei non viene dalla campagna Chi l’ha preceduta veniva dalla campagna questo rende molto piú facile Fin dal primo momento mi era ben chiaro che con lei non sarebbe stato facile Lei faceva resistenza Mi odiava Mi odia A quel tempo mi odiava senza sapere perché dovesse odiarmi Lei non immaginava questo posto di lavoro cosí come effettivamente è piú facile Immaginava tutto piú facile Immaginare immaginare male Io e questa casa Ma le sue complicazioni non sono meno delle mie Lei è straordinariamente intelligente e sciocca Quando due persone si abituano l’una all’altra e benché non abbiano la minima speranza di trasformare l’abitudine in vero piacere lei porta sempre quelle calze di pessimo gusto e quelle scarpe di pessimo gusto che si era messa Continua a piovere Ci siamo proprio abituate l’una all’altra Appena si inizia a sopportarsi l’abitudine cioè falsità La mia abitudine se è proprio abitudine Coi domestici non ci si può mai capire All’inizio lei faceva resistenza Voleva svignarsela sparire Quei suoi tentativi di svignarsela li ricordo uno a uno Non se ne è andata (getta un guanto in faccia a Johanna) Ha avuto paura sí paura e da questa paura e da questa nostra paura è sorta la situazione tremenda in cui ci troviamo immutabile Lei ha preteso sempre piú soldi io le ho dato sempre piú soldi ma poi dover rovinare tutto con i suoi sentimenti lei mi ha letto uno dopo l’altro tutti i famosi romanzi russi dell’Ottocento Ricorda Oblomov Dolgorukij Che pazza L’ha fregata un invalido ci ha fregati un invalido Boris Certo io ho dovuto pagare a caro prezzo il nostro rapporto Poi le ho teso la trappola L’ho minacciata e lei mi ha minacciata Adesso viviamo di minacce A ogni minaccia da parte mia il nostro rapporto e a ogni minaccia da parte sua me lo dia qui dia qui (si mette un cappello nero) Magnifico I guanti neri JOHANNA (le dà i guanti neri) LA BUONA Š ŠMi fanno pensare al funerale (si toglie di nuovo i guanti neri, li butta via, si toglie il cappello nero e lo butta via) Non neri Neri no JOHANNA (solleva cappello e guanti) LA BUONA Š ŠMi avvelenano il sangue Lei sarebbe rimasta sempre la solita quella che è sempre stata Se penso a come lei sarebbe diventata nella sua situazione Ammetterà che non le sarebbe proprio piaciuta la sua vita Lei non avrebbe amato la sua solita vita Lei è piú intelligente di quanto faccia vedere Lei non mostra che la sua intelligenza superficiale ed è quella che io le riconosco quando mi porta un bicchier d’acqua raccoglie il cappello quando mi lava i moncherini quando mi veste mi spoglia mi pettina Con che intelligenza mi pettina nessuno mi ha mai pettinato con tanta intelligenza Lei possiede quel tipo d’intelligenza che ha sempre stimolato il mio interesse Che bei guanti dia pure (infila di nuovo i guanti neri, si rimette il cappello nero) È proprio vero che lei non sarebbe piú riuscita a liberarsi della sua normalità Lei non ha occhi per la miseria umana per l’umana miseria C’è odio e odio non sono mica identici Ricorda ancora quando la mandavo ogni giorno tutti i giorni a comperarmi un paio di calze e ogni volta in un negozio diverso Lei non sa niente di Lord Byron Ogni giorno la mandavo a prendere un paio di calze benché io non avessi piú le gambe e benché lei lo sapesse bene che io non avevo piú le gambe lei usciva ogni giorno tutti i giorni a comperarmi le calze in un negozio diverso Ricorda quel calzolaio dal quale mi sono fatta misurare un paio di scarpe e lui che me le ha misurate benché sapesse che io non avevo le gambe e quindi neanche i piedi mi ha misurato le scarpe ricorda (si toglie i guanti neri, leva il cappello nero e lascia cadere il tutto) Che uomo che uomo incredibilmente capace quelle belle scarpe che io le ho dato in prestito sempre e poi sempre La sua intelligenza si basa sul fatto che qui da me c’erano tantissime cose da osservare Ci sono persone intelligentissime che non osservano niente e questo li rende infelici mi dia quelli rossi i rossi (infila un paio di guanti rossi, si mette un cappello rosso) Mi fanno male (ride) La massa non osserva assolutamente niente e non è nemmeno infelice la massa è felice In questo istante le ho sempre chiesto che ora è (allargando le braccia) Ogni giorno di questi tre anni le ho sempre chiesto alle tre in punto che ora è e lei mi ha sempre risposto le tre Se lei almeno una volta non mi avesse risposto se lei soltanto un’unica volta non mi avesse risposto È un gioco (si toglie i guanti, getta via il cappello e Johanna raccoglie il tutto) È il buio continuare a pensare e non far niente anche perché lei mi lascia continuamente sola quando parlo Lei resta sempre lí ferma e si muove soltanto quando le ordino di muoversi Io sono convinta che l’immobilità questa malattia inguaribile per natura ogni malattia viene dalla immobilità Lei non si muove mi guarda e pensa Lei vede che sto crepando Lei mi vede morta crepata su questa sedia È sempre cosí lei mi vede morta morta Lei aspetta il momento che io sia crepata Una morta È questo che lei vede (tiene sollevati un paio di guanti gialli ridendo) Sono soltanto pazzie nient’altro Che viaggi magnifici ho fatto chissà dove saranno andati gli altri sempre in viaggio tutti quanti viaggi viaggi viaggi (getta via i guanti, Johanna li raccoglie) E lei non sente il bisogno di viaggiare partire e andar lontano abbiamo viaggiato dappertutto (prova un guanto verde) Ma se lei va in Inghilterra e non capisce la lingua inglese oppure in Russia e non capisce il russo Ho fatto bene a smettere (a bassa voce) farla finita (ammirando il guanto verde) Non è che io sia rimasta sorpresa dalla disgrazia non è stato cosí (si toglie di nuovo il guanto verde) Crepare precipitando in un lucernario crepare come mio marito In realtà è già da qualche settimana che non lo sogno piú sono anni Quando lei si pulisce le scarpe non si metta a pensare a me quando accavalla le gambe So bene che non le dispiace il pensarci ma che razza di pensiero è Lei pensa che io stia salendo oppure che scenderò uscirò andrò via perché avrei le gambe lei pensa Lei ha le gambe Quando cammina avanti e indietro per la casa In questi ultimi tempi cammina sempre avanti e indietro cammina avanti e indietro tutto il pomeriggio quando deve andare dal suo amico non pensi a me una persona in realtà è una persona che odia un’altra persona intensamente A che ora è la festa quand’è che vengono quando JOHANNA Š ŠMartedí LA BUONA Š ŠMartedí Martedí compleanno di Boris E quand’è il ballo JOHANNA Š ŠDomani LA BUONA Š ŠMartedí la festa Domani il ballo Martedí la festa Che vita al ricovero Che uomo In realtà per tutta la vita mi ha veramente interessato soltanto il rapporto fra due esseri umani Che ore sono No non mi dica che ore sono JOHANNA (le infila un paio di guanti rossi e le mette un cappello rosso) LA BUONA Š ŠLe tre e venticinque (ammira i guanti rossi) È un bene che ci sia lei e che mi stia ad ascoltare Noi siamo proprio complici (allarga le braccia il piú possibile) Dica al bibliotecario che non voglio piú gli atlanti voglio di nuovo leggere gli dica (allarga le braccia ancora di piú ) Adesso mi interessano i romanzi del Novecento si ricordi dica al bibliotecario che adesso mi interessano i romanzi del Novecento Quegli atlanti mi deturpano ogni notte Sono lí che arrivo con valigie enormi e senza che nessuno mi aiuti senza che lei mi aiuti Johanna arrivo in Portogallo oppure in Svizzera o in Turchia non ha importanza dove oppure mi vedo passeggiare tutto il tempo sul marciapiede e siamo lí il postino e io e facciamo a chi corre piú forte.

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Analisis Clasico Elemental by Jerrold E. Marsden, Michael J. Hoffman


by Paul
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